Lamezia: “Vis Unita Fortior”

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 7 luglio 2012.

Nell’unità la virtù assume maggiore forza. E’ il motto della nostra città, per chi non lo sapesse. Cerchiamo la parola “virtù” nel dizionario, anche se risulta facile intendere i termini di unità, forza e virtù stessa. Ma pensando a Lamezia il termine appare diverso da ciò che si può intendere, allora meglio far luce.

Virtù: “ onestà, moralità, integrità, incorruttibilità, morigeratezza..”. Non ci sbagliamo di certo, virtù è proprio ciò che ci hanno insegnato a scuola, e non solo, anche a parole. Tante parole, magari, che a volte non rispecchiano il vero significato intrinseco, la realtà ai nostri occhi, comprese le esperienze che facciamo ogni giorno. Paragonando quei singoli termini a Lamezia Terme viene già il voltastomaco al primo…onestà? Grosse risate per chi conosce la nostra situazione. Moralità? Se non c’è nella nazione figuriamoci da noi. Integrità? Sì, del cibo a tavola. Basta. Non prendiamoci in giro. Di Lamezia sappiamo bene cosa dire e cosa non dire, quali critiche fare e quali tenere per noi, ma Vis Unita Fortior non ci rispecchia neanche lontanamente. L’unità delle chiacchiere da bar, la virtù delle occasioni e la forza di sopportare tutto questo. Così ci siamo, forse è questo il vero significato del nostro motto. Ma non esageriamo, chi lo ha posto come frase indice aveva di certo buone intenzioni, la misera colpa è solo data dalle nostre incapacità, dalla nostra mancanza di unità, dalla nostra mancanza di virtù e di conseguenza, secondo il detto, della mancanza di forza. Oppressi e banali quali siamo, crogiolati in una società patetica e peripatetica (e non si intende Aristotele), ci lamenteremo del mare sporco, delle bombe e dei proiettili, dei tribunali chiusi, della mancanza di lavoro, delle poche opportunità, così ne faremo una virtù unita in un accozzaglia di “blablabla” e ricaveremo la nostra forza che sarà basata su “lamentati e lascia vivere”. Oppure ancora meglio, faremo finta di niente, fieri del nostro motto pagano che ha radici antiche nel latino, anche se di cultura abbiamo la Magna Grecia.

“La calma è la virtù dei forti”, dice il detto italiano, e dovremmo avere calma e pazienza per raggiungere le nostre virtù in modo da rispecchiare un motto che dovrebbe rappresentarci e dal quale dovremmo prendere spunto, perché nostro e solo nostro. Di contro c’è chi dice “La salma è la virtù dei morti”, quindi troppa calma forse non conviene. Usciamo fuori dagli schemi per un’ultima volta e scegliamo una frase che ci rispecchia ora nel presente, per farci rendere conto di cosa siamo, e quindi di come possiamo migliorare o peggiorare. Proponiamo al Comune di cambiare il nostro motto, per un giorno, una settimana, un mese o (figuriamoci) un anno. “Lamezia: La virtù dei motti”

Massimo Citino

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