Scene da film su un volo Lufthansa

I media italiani si distinguono ancora nel riportare la notizia con scarsa precisione.

Mentre il Boeing 747 Lufthansa LH403 volava sull’Atlantico, da Newark a Francoforte, il pilota ha avvertito un malore, un fortissimo mal di testa secondo fonti tedesche, ed ha deciso di dirottare il volo verso l’aeroporto più vicino, quello di Dublino.

A questo punto un passeggero, appreso il motivo del dirottamento, si sarebbe offerto per aiutare il pilota in fase di atterraggio. E’ a questo punto che fra i media italiani iniziano le discrepanze e la notizia diventa parecchio confusa.

Secondo alcuni (http://www.altopascio.info/2012/11/22/pilota-di-un-boeing-747-lufthansa-si-sente-male-passeggero-interviene-e-fa-atterrare-aereo/) ci troveremmo di fronte ad un semplice passeggero che, senza possedere nozioni di pilotaggio, sarebbe riuscito a far atterrare l’aereo, come in un film hollywoodiano. Nell’articolo, inoltre, la figura del copilota non è nemmeno menzionata.

Per l’AGI, invece, (http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201211211830-ipp-rt10322-pilota_lufthansa_sviene_passeggero_eroe_porta_in_salvo_l_aereo) il passeggero sarebbe un pilota della compagnia Air Berlin, ed, una volta ai comandi, avrebbe fatto atterrare l’aereo. Anche in questo caso, nessuna menzione per il povero copilota.

Al contrario, secondo Avionews, (http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1147512&pagina_chiamante=index.php) il passeggero, pilota di natura non specificata nell’articolo, sarebbe stato “arruolato” dal copilota ed utilizzato per compiere azioni secondarie.

Bisogna ricordare che, comunque, il regolamento aereo consente al pilota rimasto “abile” di utilizzare, se lo ritiene necessario, un passeggero per essere aiutato ai comandi.
Gli stessi regolamenti, infatti, impongono la coesistenza di due piloti, e se uno dei due accusa qualsiasi tipo di problema tale da impedirgli di pilotare, l’aereo si trova di fatto in una situazione di emergenza. Ogni pilota ,però, durante l’addestramento impara a pilotare l’aereo anche in solitaria, per ovviare a situazioni del genere.

In ogni caso l’intervento del passeggero (pilota o non) ha consentito che tutto andasse per il meglio e che gli oltre 250 passeggeri a bordo toccassero terra senza conseguenze, e la definizione di “eroe” attribuitagli dalla stessa compagnia aerea tedesce denota un atto di coraggio da apprezzare.
Le fonti giornalistiche italiane hanno, però, lasciato a desiderare.
Tutte le agenzie che hanno riportato il problema lo hanno fatto in maniera incompleta, senza dare una dimensione concreta ed attuale alla vicenda, con notizie contrastanti e poco informate. Queste mancanze, nel nostro paese, si verificano troppo spesso, impedendo agli utenti di avere una concreta e reale visione dei fatti, cosa che, un giornalismo vero e professionale, non dovrebbe consentire.

Paolo Leone

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