Santa “Maria”, sesso, gay e pena di morte

“Marijuana legalizzata in Colorado”; “Nozze gay in Maine, Maryland e Washington”; “A Los Angeles obbligo di preservativi nei film porno”. Da “Il sole 24ore”.

Sono le notizie che titolano la maggior parte delle testate giornalistiche alla vigilia delle elezioni in Usa che, come sapete, hanno portato al secondo ed ultimo mandato di Barack Obama. Il polverone alzato da queste notizie ha scatenato, nell’ultimo periodo, una serie di dibattiti che, come di norma, rivelano i sentimenti dei comuni mortali: pro e contro si scontrano in una serie di insulti o disparati ragionamenti, che portano al compiacimento proprio, senza mezze misure, senza reali soluzioni o idee concrete. Riportiamo qui i migliori commenti selezionati sullo stesso giornale sopracitato:

“Quante parole: han solo legalizzato comportamenti che molti esseri umani hanno adottato da millenni…”
“Non ho ben compreso la liberalizzazione delle droge associandolo al matrimonio tra gay.Per quanto mi riguarda il matrimonio di per se è finito inutile insistere a spender soldi nei confetti.”
“In california TUTTI sanno che i cosidetti scopi terapeutici sono UNA BUFALA SCHIFOSA attorno alla quale gira un mercato di milioni di dollari.”
“(UNA CANNA AL GIORNO è COME UN BICCHIERE DI VINO AL GIORNO)”
“Guardi i lati positivi, una coppia gay non potrà mai praticare l’aborto. ”
Insomma, non voglio annoiare. Il resto di commenti è la solita accozzaglia delle vittime del Vaticano che, per carità, hai i suoi enormi ed immensi difetti. In più troviamo chi associa il culto di satana a tutte queste riforme; ci si lamenta del fatto che leggendo queste notizie si capisce che l’Italia è uno stato antidemocratico e lontano dalla libertà.

Gli occhi sono puntati sugli Stati Uniti, il santo paese che è sempre più avanti di noi. Purtroppo non si parla mai della disuguaglianza sociale, della povertà a livelli estremi e diseguali presenti in una stessa città, come Los Angeles o San Francisco. Siamo il paese dei balocchi in tutti i sensi, nella vita comune, nel lavoro, e pure nei commenti su internet.

Non scrivo, personalmente, per dare adito a dibattiti inutili, scrivo principalmente per farvi riflettere, in maniera sintetica e diretta, sul fatto che siamo, me compreso, una massa di ignoranti, logorroici, che sanno aprire bocca solo quando sono comodi su una sedia, oppure quando c’è da marinare la scuola per una “manifestazione”, ancora quando in tv si parla di Berlusconi o di qualsiasi politico sotto tiro, e noi dobbiamo esprimere il nostro alto giudizio, dovuto alle grandi conoscenze che le istituzioni, scuola in primis, ci donano cordialmente, al prezzo modico di tasse inutili, libri scritti da parenti e amici di professori, mentre stiamo seduti su degli scalini di un’aula di facoltà che è sovraffollata per i più svariati motivi.

Nessun commento diretto sulla pena di morte, negli articoli. Sì perché le nozze gay, il preservativo sui set cinematografici, la marijuana, son cose più importanti e c’è chi non vede l’ora di tirar fuori dal proprio vocabolario la parola “moralistaperbenistabigotto”. Le uniche tre parole, sacre, che si possono trovare in qualsiasi discussione…di basso livello.

Quindi vi invito, infine, alla riflessione.

Perché la pena di morte, quella vera, è “legalizzata” nel nostro Stato, da almeno una trentina d’anni.

Ed infatti moralmente, socialmente, umanamente, siamo morti.

Massimo Citino

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