Minaccia mafiosa in Calabria? Il video indigna, ma c’è chi dice altro (Aggiornamento)

La minaccia mafiosa in calabria, il video delle Iene che ha fatto scandalo.

Parliamo della notizia del giorno che sta mobilitando importanti “Mi piace” e smuovendo il web con commenti della serie: “al nord non c’è la mafia”.  Eh già.

Video Minaccia Mafiosa in Calabria (Le Iene) (Video rimosso dalle Iene su richiesta del soggetto.)

La questione appare allarmante, le persone hanno appena scoperto che la mafia fa minacce così crude. Dunque il popolo del web non perde tempo nel dare la propria opinione e solidarietà per direttissima..dalle comode sedie di casa loro. Ma c’è una voce fuori dal coro che ha smosso la mia curiosità, ed è l’Avv. Fernanda Gigliotti che tra i vari soliloqui che si possono leggere emerge con una, per ora supposizione, abbastanza importante. Il soggetto del video sarebbe, usando le sue parole :
«che il soggetto è notoriamente un impostore che si inventa sempre di essere la vittima protagonista di una vicenda criminale. Qualche anno fa quando era candidato al la provincia di Catanzaro, si inventò un attentato e un tentato omicidio, incolpando un povero giovane di nocera terinese di un reato gravissimo e costringendolo a difendersi in un processo Kafkiano. Il Paese di Nocera fu invaso da finanza e magistrati per tre giorni fu messo a fuoco e a fiamme, con centinai di interrogatori. Per poi scoprire che si era inventato tutto. Poi si inventò una seria infinita di grandi scoperte archeologiche, mandando in galera persone serie colpevoli secondo lui di ricettazione, furto e altro.

Poi si inventò un complotto internazionale, un sequestro di persona e il suo matrimonio con una principessa facendo cadere nella trappola anche una giornalista della Rai come Anna Rosa Macrì (che ancora non ho capito se si è accorta della bufala o pensa che il suo servizio sia stato veramente uno scoop giornalsitico). Oggi addirittura la mafia. Santo Cardamone si inventa che è minacciato dalla mafia e grazie ad un video delle Iene, la vicenda naviga sul web e il Povero uomo raccoglie la solidarietà del popolo della rete mentre la comunità calabrese, che già ha i suoi guai seri con una ndragheta prepotente e devastante, economicamente forte e rapace, deve anche difendersi da un malato che ancora, nonostante le condanne, usa i girnalisti tutti a caccia di uno scoop o di una grande notizia. Ecco questa è una grandissima bufala».
Viste le pesanti accuse, abbiamo cercato di contattare l’Avvocato per informazioni più dettagliate e prove concrete, ma purtroppo non siamo riusciti ad avere una risposta, e se l’avremo aggiorneremo questo post.
Quel che posso permettermi di esprimere da giovane scrittore indipendente è che minacce del genere arrivarono anche a me per “fatti di donne” e ricordo bene il “io conosco la gente, ti mando amici sotto casa, finisci in ospedale” seguito dalla mia risata con conseguente chiusura del telefono. Eppure qui non si parla di rancori, ma forse di qualcosa di ben più grave, che è la mafia. Che le parole dell’Avvocato quanto il servizio delle iene e dunque l’onestà del soggetto siano reali o meno poco importa.
L’ignoranza generale su questo tema dilaga. Oltre a noi che viviamo in prima persona questa situazione, il resto d’Italia stenta a capire cosa sia effettivamente questo veleno che ci sta distruggendo, ‘Ndrangheta, nel nostro dialetto.
Aggiungo solo che ho visto più fatti che parole. La ‘Ndrangheta tende a parlare con lettere anonime, proiettili, ordigni esplosivi e chi più ne ha più ne metta, ciò non toglie che quella telefonata possa essere ricollegabile a qualche associazione a delinquere, come a qualsiasi altro cittadino, sicuramente scurrile e prepotente, che non vede di buon occhio un’altra persona. Perché dovremmo ammetterlo pure che se la ‘Ndrangheta ancora campa e mangia è perché come tavolo gli offriamo le nostre spalle, e se il vino si versa sul “tavolo” ci bagniamo pure noi, a testimonianza dei nostri comportamenti e dei nostri modi di fare. Ospitali ma ignoranti, sinceri ma “capu toste”. (Massimo Citino – giovani scrittori indipendenti)

Aggiornamento del 01.12.2012 ore 17.31

L’Avv. Fernanda Gigliotti ci ha cortesemente risposto invitandoci nel suo studio per avere la prova fisica delle accuse date. Intanto annette qualcosa in un messaggio privato che rendiamo pubblico con i dovuti accorgimenti e declinando ogni responsabilità
In tale processo L’Avv. Gigliotti difendeva V.G. accusato da “N.N,” il soggetto del video, per tentato omicidio. Riportiamo il riassunto fornitoci dall’Avvocato del quale possediamo documento completo.
[N.N], è già stato condannato per i reati p.e p. dagli artt. 367 (simulazione di reato) e 368/2c. (calunnia) aggravati ai sensi dell’art. 61 n.1 c.p. 1) (l’avere agito per motivi (1) abietti o futili ), con la sentenza n. 162/03 emessa dal Tribunale di Lamezia Terme con la quale [N.N] veniva dichiarato colpevole del reato ascrittogli e condannato alla pena di anni tre di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni e al pagamento delle spese processuali. [N.N] veniva, altresì, condannato al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile, da quantificarsi in separata sede, nonché alla refusione delle spese di lite del giudizio di 1° grado quantificate in €. 1.020,00, disponendone il pagamento in favore dello stato.
Tale sentenza veniva appellata. Con la sentenza n. 1563/2004 la Corte d’Appello di Catanzaro riconosceva la colpevolezza di  [N.N] e riformava la sentenza del Giudice di primo grado solo riguardo all’entità della pena. Condannava, comunque,  [N.N] alla refusione delle spese di lite sostenute dalla parte civile in appello che liquidava in ulteriori € 1000,00. Tale sentenza è, ad oggi, passata in giudicato.

Aggiornamento 02/12/2012

Ringraziando l’Avv. Gigliotti, forniamo l’immagine di alcuni articoli di giornale, relativi ai fatti comunicati dallo stesso avvocato.

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Al di là della questione, ben differente dal video, siamo certi che potrà essere una testimonianza importante per fare due conti su veridicità o meno del video. Non vogliamo dare personalmente giudizi su questa persona, ognuno rimanga libero di farsi una propria idea, piuttosto manteniamo l’articolo sul discorso iniziale, e rendiamoci conto che la lotta alla Mafia ha ben altro di cui occuparsi rispetto ai vostri commenti su facebook.

Aggiornamento 04/12/2012

Il giorno 4 Dicembre sulla pagina FB delle iene leggiamo:
Il 30 novembre abbiamo pubblicato un video dal titolo “Minacce mafiose in Calabria” in cui il nostro inviato Luigi Pelazza, mentre intervistava Santo Cardamone a casa sua, registrava l’arrivo di una telefonata anonima. Oggi riceviamo questa mail a firma dello stesso Cardamone, che ci invita a rimuovere il video.

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Alla cortese attenzione della Direzione,
con riferimento alle precedenti e-mail, dove Vi segnalavo ulteriori problemi (già segnalati alle Autorità di competenza) sorti dopo la divulgazione del vostro video, dove anche la quiete e la sicurezza della mia famiglia oggi è in serio pericolo.
Vi prego pertanto, per tutela della mia famiglia, d’intervenire rimuovendo tale video dalla Vs. pagina di facebook e pubblicare la stessa per giustificare tale rimozione.
Cordiali saluti
Cardamone Santo

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L’Avvocato Gigliotti, inoltre, commenta il nostro post, scrivendo:
«Per quanto è a mia conoscenza nessuna denuncia è stata sporta ai carabinieri di Falerna nè da Santo Cardamone nè da altri, nè per le presunte minacce nè per verificare la veridicità delle stesse. E nessun filmato e nessuna registrazione è stata consegnanta all’arma dei carabinieri. Tanto meno per le minacce e i pericoli successivi alla pubblicazione del video. Di vero c’è che dopo il video la cittadina di Falerna e i media locali che sono ben al corrente delle prodezze del Sig. Santo Cardamone, hanno reagito sulla stampa e sul sito delle iene, mettendo in risalto la burla. E con ciò danneggiando un’intera comunità che già lotta tutti giorni contro la vera ndragheta e contro i veri mali della Calabria»

A questo punto non sappiamo cosa pensare.
Un video che ha fatto il giro del web per giorni, su testate come IlSole24Ore, un post commentato dallo stesso soggetto che si è esposto, e che ha commentato perfino questo post.
In ogni caso, restando fermo il dovere delle indagini di proseguire e fare il loro corso, ricordiamo alle Iene che un giornalista professionale ed onesto non gioca con la vita delle persone.
E ancora, un giornalista onesto non gioca con un problema che affligge la nostra terra, e del quale siamo testimoni ogni giorno.

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