Le Iene: minacce mafiose, ma sembra essere una bufala

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 15 dicembre 2012.

Dallo “scoop” al fiasco. Si consiglia anche la lettura dell’articolo “Minaccia mafiosa in Calabria? Il video indigna, ma c’è chi dice altro”.

Fatti che faranno parlare per molto tempo ancora sono certamente quelli riguardanti il video apparso sulla pagina facebook de “Le Iene” (noto programma televisivo), e poi rapidamente cancellato. Durante le riprese il sig. Santo Cardamone, residente a Falerna Marina, avrebbe ricevuto (proprio mentre parlava con Luigi Pelazza, inviato de Le Iene) una telefonata di minaccia. In rete i commenti di indignazione non tardano a propagarsi ma c’è chi non è d’accordo, come l’avv. Fernanda Gigliotti, la quale commenta facendo notare che (e citiamo integralmente l’avvocato) “Santo Cardamone è notoriamente un impostore che inventa sempre di essere la vittima protagonista di una vicenda criminale. Qualche anno fa quando era candidato per la provincia di Catanzaro, inventò un attentato e un tentato omicidio, incolpando un povero giovane di Nocera Terinese di un reato gravissimo e costringendolo a difendersi in un processo kafkiano. In altre circostanze, si è definito ministro dell’ambiente di Cipro, ed addirittura ha dichiarato di aver mangiato in segno di amiciza un pitone con re Hussein di Giordania”. Testimonianza, questa, che non ci siamo lasciati sfuggire. Contattando l’avv. Gigliotti siamo riusciti ad entrare in possesso delle carte relative al processo che vedeva imputato il Cardamone, che dopo la denuncia di tentato omicidio, ha perso la causa ed è stato a sua volta condannato per “simulazione di reato” e calunnia, oltre al risarcimento di danni e spese. Inoltre l’avvocato ci ha fornito interessanti copie di quotidiani calabresi riguardanti il soggetto in questione, che, per chi avesse voglia approfondire, sono visibili sul nostro blog giovaniscrittoriindipendenti.wordpress.com. La notizia più “interessante” è senza dubbio quella riguardante la “spy story” nella quale lui stesso ritiene di essere stato coinvolto: mentre si trovava a Cipro in qualità di imprenditore (ma non era ministro?), sarebbe stato catturato e torturato da misteriosi individui, mentre la sua compagna, addirittura nipote dell’ultimo Scià di Persia, sarebbe stata catturata e condotta in Iran con la forza. Di certo la trama fa invidia al miglior sceneggiato dell’agente 007, ma tutt’ora non risulta nessuna denuncia dei fatti ne all’ambasciata italiana, ne alla Procura della Repubblica. Scoppiata la bufera, le Iene hanno cancellato il video e rilasciato un comunicato dello stesso Cardamone che li invitava a rimuovere lo stesso in quanto avvertiva pericolo per se e per la sua famiglia. Da notare, però, che lo stesso aveva firmato la liberatoria per trasmetterlo, consapevole dei pericoli annessi, ed addirittura aveva commentato in prima persona su facebook per difendersi dall’accusa di avere inventato tutto. Sul nostro blog assistiamo perfino ad uno scambio di commenti tra il Cardamone e l’avv. Gigliotti. Mentre il primo si limita ad accusare senza evidenziare prove concrete, l’avvocato risponde dicendo che ancora non era stata esposta alle autorità competenti nessuna denuncia per le minacce subite. Ancora oggi, a distanza di giorni dall’accaduto, un servizio realizzato da Giovanni De Grazia (volto televisivo molto noto in città) ha messo in risalto la mancanza di denunce. Personalmente ci siamo limitati a riportare i fatti così come sono accaduti, senza esprimere un commento personale sulla vicenda, perchè riteniamo che ognuno debba essere libero di farsi la propria idea.
Sicuramente, però, i giornalisti de Le Iene, così come tutti gli altri, farebbero meglio a controllare e verificare la veridicità delle fonti, per evitare “figure barbine”, come quella in cui sembra essere incappato il povero Luigi Pelazza.

Massimo Citino, Paolo Leone

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