Gli F-35, i temibili caccia “del futuro” bellico.

I giornali, le reti televisive ed internet sono pieni di notizie riguardanti gli F-35, aerei militari di ultima generazione e recente produzione, indicati dalla azienda costruttrice come “il futuro della guerra aerea”.

Contrariamente alle aspettative, però, questi “costosi giocattolini” sono stati sommersi dalle critiche fin dalle primigenie fasi di progettazione e sviluppo.

Andiamo quindi a verificare la natura delle contestazioni, cercando di non entrare troppo nei dettagli della storia dei bombardieri militari e nei tecnicismi più esasperanti, cosa che, oltre ad essere molto noiosa, è certamente inutile nel nostro caso.

Puntualizziamo l’oggetto dell’approfondimento: un F-35 è un’esemplare di caccia monoposto, con singolo propulsore, stealth (cioè invisibile ai radar), possibilità di decollo verticale (si solleva da terra come la DeLorean in “Ritorno al Futuro”), utilizzabile sia come supporto aereo ravvicinato (quindi contro altri aerei) sia come strumento per il bombardamento tattico (distruzione di obiettivi a terra).

Ad una prima lettura delle caratteristiche che possiede, il caccia sembra proprio un arnese niente male, ma già andando a verificare l’industria produttrice iniziano i problemi.

Gli F-35 sono infatti prodotti dalla Lockheed Martin, potente azienda attiva nel settore dell’ingegneria aerospaziale, che si è aggiudicata il bando del Dipartimento della Difesa americano per la produzione in serie di aerei di 5° generazione (o super-moderni, che dir si voglia).

La Lockheed, però, è una azienda tutt’altro che limpida. La stessa è stata infatti coinvolta in diversi casi di corruzione di funzionari statali per assicurarsi cospicue commissioni.

Il più famoso è senz’altro lo “scandalo Lockheed” che ha investito diversi paesi tra cui l’Italia, dando vita ad un intricato caso di giurisprudenza costituzionale e portando addirittura alle dimissioni il Presidente della Repubblica Giovanni Leone nel 1978.

Su Wikipedia, o qualsiasi altro portale di informazione online, potrete trovare altre informazioni al riguardo (http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Lockheed)

Veniamo ora all’analisi della prima categoria di critiche: il prezzo.

Quanto costa ogni singolo F-35?

Nella prima fase di sviluppo il prezzo dell’aereo “nudo” (cioè senza armamenti, da acquistarsi separatamente) era previsto in 40 milioni di dollari.

La correzione di alcuni difetti individuati in fase di sviluppo aveva immediatamente più che raddoppiato il prezzo per singolo pezzo: 92,3 milioni di dollari.

La stima finale e definitiva per la messa in produzione in massa si attesta invece sui 137,1 milioni di dollari, per motivi tutt’ora ignoti che ne la Lockheed ne il Dipartimento della Difesa americano hanno voluto rivelare.

Insomma, il costo di ogni singolo giocattolino in questione è aumentato di oltre il 200% rispetto alla stima iniziale (ovviamente armamenti a parte).

Certamente questi aerei sono molto costosi. Ma il sacrificio economico sarà almeno ripagato da uno strumento bellico moderno, efficiente ed resistente! Sicuri?

Perchè alle prime analisi e dai primi test sembra proprio che questi F-35 siano soltanto delle costosissime bagnarole.

Il progetto F-35 è stato analizzato dalla RAND Corporation, società di analisti strategico-militari che collabora col Dipartimento della Difesa americano. La conclusione è desolante: il caccia è lento, poco maneggevole e non sarebbe in grado di competere, in un ipotetico combattimento aereo, col rivale russo SU-35.

Pierre Spray, progettista di caccia militari, ha dichiarato in una intervista facilmente reperibile su YouTube “the F-35 joint fight striker is a lemon!”, un limone, cioè pesante e poco reattivo.

Il maggiore Richard Foch, United States Air Force, ha pubblicamente rivelato di “sudare freddo” al solo pensiero che gli F-35 siano impiegati in battaglia.

Nonostante questi “difettucci” sono stati prodotti alcuni esemplari per i test.

I Paesi interessati all’acquisto, sopratutto gli USA e i Paesi europei NATO, avranno quantomeno aspettato che si concludessero i test prima di comprare queste “carrette del cielo” dal modico costo di 137,1 milioni di dollari a pezzo (sempre armamenti a parte)?

No! Incredibile ma vero, gli aerei sono stati già ordinati!

E così gli USA ne hanno ordinati oltre 2000, l’Italia 90 (originariamente 130), l’Inghilterra 138, l’Olanda 60, etc. etc.

Ma oltre al danno, ecco giungere anche la beffa!

Per migliorare la velocità e la manovrabilità in volo pare che gli ingeneri della Lockheed abbiamo “alleggerito” l’aereo, rimuovendo alcune parti metalliche e modificando la scocca.

Idea assolutamente geniale: non solo l’aereo è rimasto una carretta lenta e statica, ma sembra che “l’alleggerimento” comporti una resistenza ai colpi inferiore del 25%.

In sostanza, il caccia “ultramoderno” sarebbe più fragile di quelli che dovrebbe sostituire.

Basterebbe addirittura un colpo messo bene a segno per abbatterlo.

Ma i geniacci della Lockheed sono andati oltre.

Per alleggerire il peso hanno rimosso alcune protezioni del serbatoio carburante, trascurando il dettaglio “meteo”.

Pare proprio, infatti, che se un F-35 venisse colpito da un fulmine le protezioni al serbatoio non sarebbero sufficienti, comportando l’esplosione del velivolo.

In conclusione, la vicenda ha degli aspetti assolutamente paradossali.

Innanzitutto, è davvero necessario spendere così tanto in degli armamenti che, considerando le forze USA e Nato, saranno usati molto poco?

E se, anche per assurdo, queste spese fossero giustificate, possiamo davvero affidare la nostra difesa a questi caccia inaffidabili? Se piove e ci sono i fulmini cosa facciamo? Non ci difendiamo?

E poi, perchè spendere miliardi in armamenti quando i popoli sono in crisi ed i cittadini vivono senza ricevere gli adeguati servizi per i quali pagano le tasse (scuole, trasporti, ambiente, lavoro)?

Sarebbe meglio, senza dubbio, chiudere i progetti di questo aereo in un archivio ed investire i soldi pubblici la dove ce n’è veramente bisogno.

Paolo Leone

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2 comments

    1. La questione è molto più articolata e complessa di quanto possa sembrare. Al di la dell’aspetto puramente militare/ingegneristico, concorrono anche motivazioni politiche ed economiche che non possono essere sottovalutate. Anche se, comunque, dato che l’Italia ha già speso i soldi per la commessa degli aerei, non possiamo che sperare (da cittadini) che le “correzioni” che saranno apportate ai modelli di F-35 siano efficaci per assicurare la difesa che questi aerei “del futuro” promettono di garantire.

      GSI – Paolo

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