Eterofobia e Cristianofobia: come sentirsi meno soli

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 25 maggio 2013.

Nessuno condanna scelte e tendenze. Ma svilire ed eliminare il confronto non giova a nessuno.

Proprio ieri, il 17 Maggio 2013, si è svolta la “Giornata internazionale contro l’omofobia”. L’omofobia, così definita dai media e dalle persone di dubbia intelligenza, sarebbe l’avversione ossessiva contro gli omosessuali. Il grave problema non sta nel voler difendere i diritti (e doveri?) di persone con differenti orientazioni sessuali, quanto di dover etichettare ogni idea contrastante col nuovo termine modaiolo diventato di basso volgo, “omofobo”. La peste bubbonica dell’accettazione (e proliferazione) dei diritti per tutti, ma non di tutti, ci pone di fronte alla sola paura di poter esprimere la nostra opinione in maniera aperta e lecita, anche se tra poco dovremmo scrivere “legale”. Nulla contro chi ha tendenze sessuali ben diverse da quelle altrui, nulla contro chi decide di vivere la propria vita in maniera serena, nulla contro nessuno insomma. E se questa totale accettazione accompagnata da proposte di diritti (sì, ma i doveri?) ci farà vivere bene e in pace col mondo, ben venga. Peccato che il mondo non è un film. Infatti si ragiona in maniera ben diversa: c’è chi è contro, chi pro, chi punta il dito e tira la pietra, chi accoglie a braccia aperte.
Ed è qui che “casca l’asino”, come si usava dire. Infatti ciò che mi infastidisce non è tanto il voler accettare o tollerare persone che hanno “idee” diverse dalle mie, quanto parlare di quella gente che utilizza il termine“omofobo” come se fosse la prima parola di un certo livello acquisita nei percorsi di crescita culturale. I media, accompagnati dalle lobby gay, hanno ben saputo inculcare questo termine utilizzandolo in maniera corretta negli episodi di violenza, che non sono ammissibili in nessun caso, e accentuandolo solamente per delle opinioni verbali non in linea con l’omosessualità, magari anche traviate dagli stessi giornalisti. Esattamente come hanno fatto col termine “crisi”. Ad ogni modo pare che se non accetti l’omosessualità sei omofobo; se sei contro i matrimoni omosessuali sei omofobo; se sei contro l’adozione di bambini da parte di omosessuali, indovina un po’? Sei omofobo. Siamo quindi tutti dei poveri omofobici ai quali serve una giornata mondiale per sentirsi dire che avere idee diverse, esprimerle con pacatezza e rispetto nei confronti altrui, non è più una cosa bella. Mi soffermo spesso sull’intelligenza deviata delle persone anche quando ci affacciamo ad un altro argomento scottante: la chiesa. La storia è la stessa, sproloqui e soliloquidei media, comportamenti di alcuni preti accentuati e abusati.

In sostanza le persone si sono rese conto, ben 2013 anni dopo, che la chiesa ha ucciso, rubato e influenzato, tant’è che è ormai una forza anchepolitica, (ma va là!). L’indignazione totale contro i preti pedofili, lo IOR (Istituto per le Opere Religiose) e magari anche il Papa, così tanto per buttare tutti dentro, hanno risvegliato la coscienza dei sedentari uomini rinchiusi nelle loro mura di cemento a guardare video su youtube e affini, leggendo libri di dubbia oggettività e articoli faziosi. Finita l’epoca dei caffè letterari, o megli
o filosofici, siamo tutti una gran massa di colti conoscitori di storia, politica, economia e osservatori della realtà, tant’è che viene difficile trovare persone di differenti opinioni con le quali confrontarsi. Preparatevi al nuovo grande fratello perché Orwellci aveva visto lungo, ricordatevi che siete osservati in qualsiasi momento, ma non preoccupatevi perché secondo le nuove dottrine filosofiche del basso volgo, nessuno può giudicare nessuno. Già, specialmente quando giri per strada e vieni osservato nel vestiario, quando esprimi o proponi un’idea, quando provi a metterti in gioco. Così, per sentirci meno soli, pare che tornare all’ovile (non quello cristiano) sia la giusta soluzione: diritti a tutti, ma ancora non di tutti, e soprattutto eliminazione della religione, mai studio e approfondimento. Il rispetto nella mancanza di rispetto, un termine quasi mafioso che impedisce di esprimere le idee personali in un articolo di giornale, che impedisce ad altre persone di poter esprimere apertamente la loro opinione per paura di essere etichettati. Istituiamo giornate mondiali su sensibilizzazioni, che quasi potremmo paragonarci al calendario cristiano. Domani e Sant’Omofobia, dopodomani Sant’Antireligione. Soffermiamoci quindi su una riflessione: da dove proviene quest’odio? Da dove proviene quest’ignoranza generale? La risposta è una sola, come dovrebbe essere. Tra etero-fobici, cristiano-fobici, omo-fobici, socio-fobici, scoto-fobici e pure auto-fobici, c’è solo una parola che emerge, ed è “fobia” (dal greco φόβος, phóbos, “panico, paura”). Infatti tra omologazioni, estremismi, ostentazioni,ideologie promesse..pare che abbiate tutti solo paura, proprio di voi stessi.

Massimo Citino

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