Perché esistono discriminazioni di serie A e discriminazioni di serie B?

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 25 maggio 2013.

Possiamo senza dubbio sostenere la tesi di chi afferma come la civiltà moderna, ed in particolare quella italiana, sia basata sulla discriminazione.Il problema trae sicuramente origine dal decadimento dei valori sociali e morali contemporanei.Questi mutamenti si riflettono sopratutto sul comportamento delle persone: quanto è diventato facile vedere la discriminazione verso il prossimo? Perchè fenomeni come bullismo o baby-gang stanno avendo una diffusione esponenziale? Il tutto è acuito dal distorto uso dei mass-media e dalla inesorabile immobilità delle istituzione che proprio la collettività, ed in particolare i più deboli, dovrebbero proteggere e tutelare.Ultimamente, tuttavia, il fenomeno ha teso a differenziarsi.Si può tranquillamente notare come le forme di discriminazione relative alla razza ed alla sessualità abbiano acquisito una risonanza dominante rispetto alle altre. Non si vuole in questa sede entrare nel dettaglio dei singoli fenomeni, ma deve essere chiaro che TUTTE le forme di discriminazione sono egualmente da contrastare.Fa male sentirsi dare del “negro” o del “ricchione” per via della propria pelle o della propria sessualità, ma anche chi è considerato un “ciccione”, un “tappo” o un “handicappato” è egualmente discriminato e ferito. E’ fondamentale comprendere come ogni forma di discriminazione è da contrastare, con le forme edi mezzi adeguati.Possiamo paragonare il fenomeno discriminazione alla figura mitologica dell’Idra: non serve tagliare una delle sue teste, altrimenti ne crescerebbero delle altre. E’ necessario ucciderla completamente.Questa è la strade che le istituzioni dovrebbero intraprendere.E per chi continua a discriminare il prossimo, si consiglia vivamente la lettura dell’art.3 della Costituzione della Repubblica Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Paolo Leone

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