Le antiche civiltà arrivarono veramente nel continente Americano?

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 17 novembre 2012.

Una piccola ed interessante curiosità storica.

Sin dal XIX secolo sono stati rinvenuti in diverse parti del continente americano curiosi reperti che hanno fatto sospettare che l’America fosse stata già visitata prima di Colombo.

Se nel caso dei Vichinghi ciò è stato già dimostrato storicamente, è possibile tuttavia che anche Fenici e Romani abbiano attraversato l’Atlantico.

Nel 1933 a Calixtlahuaca, in Messico, negli scavi di una piramide precedente all’arrivo degli Spagnoli venne ritrovata la testa di una statuetta in terracotta in stile romano, datata dagli archeologi al II secolo d.C, mentre a Galveston Island, in Texas, furono rinvenute nel 1886 una nave romana ed una moneta raffigurante l’effigie dell’imperatore Traiano.

Anche se l’ipotesi più plausibile è quella di singole navi che, dopo aver smarrito la rotta, sarebbero state condotte in America dai venti e dalle correnti dell’oceano, simili reperti hanno indotto alcuni studiosi a ritenere che i navigatori delle civiltà antiche avessero da tempo infranto il tabù delle “colonne d’Ercole”.

I Fenici, ad esempio, attorno al 600 a.C. circumnavigarono l’Africa su mandato del Faraone Neco II, mentre nei secoli successivi i mercanti greci e romani raggiungevano i porti di India e Sri Lanka sospinti dai regolari monsoni.

Lo stesso Tacito si congratulava con il genero Agricola per la circumnavigazione della Britannia nell’80 a.C.

Nell’ambito della cultura classica, infatti, molti scrittori hanno lasciato nelle loro opere tracce delle conoscenza di questi luoghi: Plinio il Vecchio, nella Storia Naturale, fornisce una esaustiva descrizione delle isole Canarie, mentre molto più interessante risulta essere un passo di Diodoro Siculo nel V libro della Biblioteca Storica, relativo ad una misteriosa isola non meglio identificata.

“Ora, nei tempi antichi quest’isola non fu scoperta per la sua grande distanza dall’intero mondo abitato[…]. I Fenici[…] ammassarono grandi ricchezze e tentarono di navigare oltre le Colonne d’Eracle, nel mare cui gli uomini danno nome Oceano[…] Dunque, mentre esploravano la costa al di là delle Colonne, navigando lungo la Libia, furono portati fuori rotta dai venti. Dopo essere stati esposti alla tempesta per molti giorni, furono portati sull’isola che abbiamo citato, e una volta constatata la sua prosperità e la sua natura, ne resero nota l’esistenza a tutti gli uomini.”

Dato che nessuna isola dell’Atlantico corrisponde a questa descrizione, vi è il forte sospetto che lo storico siciliano si riferisca in realtà alle coste più occidentali del sud America, da lui e dai Fenici credute un’isola.

Per l’archeologia ufficiale, tuttavia, i potenziali contatti con l’America di Fenici e Romani mancano ancora di prove decisive. Alcuni parlano di “miopia archeologica”, altri sono semplicemente prudenti.

In ogni caso gli scavi e gli studi proseguono, nella speranza di regalare all’umanità la riscoperta di un prezioso tassello della sua storia.

Se la conferma di queste teorie porterebbe a guardare al passato in maniera del tutto nuova, possiamo senz’altro trovare conforto nella Medea di Seneca.

“Venient annis saecula seria,

quibus Oceanus vincula rerum

laxet et ingens pateat tellus

Tethysque novos detegat orbes

Nec sit terries ultima Thule…”

Paolo Leone

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...