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Essere o non essere? Facebook è il problema.

“Oggi sono triste.” “Ieri ero felice.” “Il mio capo è uno sxxxo.” Ed ancora: “mi piace cantare”, “non mi piace cucinare”. “Sono una persona solare e vivace”. “Mi piacciono queste cose e non mi piacciono quelle altre”. “Queste sono le mie foto e questi i miei amici.”

Un quadro perfetto della propria vita e dei propri sentimenti. Sentimenti e segreti che una volta venivano affidati alle rassicuranti pagine di un diario. O custoditi con cura nel profondo di sé, per poter decidere di svelarli poi, di tanto in tanto, solamente a pochi, scelti. Prima – e con prima intendo prima del fenomeno facebook e degli altri social network meno popolari – vi era il gusto di immaginare la vita degli altri. Il desiderio di conoscersi, di saperne di più, scoprendosi a poco a poco.

Adesso invece siamo tutti lì con la nostra foto in posa scelta apposta per facebook. Con il nostro curriculum accessibile a tutti. Ci denudiamo così della nostra essenza, mostrandoci di fronte al mondo.

Questa mancanza di privacy è rischiosa, sbagliata. Eppure l’attrazione verso questo Grande Fratello di cui tutti noi (ad eccezione di ormai pochi, pochissimi) siamo protagonisti è troppo forte. Irresistibile. Da cosa nasce questo bisogno di rendersi visibile? Probabilmente dal fatto che  nella “vita vera” ci si sente sempre più soli. Immersi in una società frenetica che non lascia il tempo per incontrarsi, confrontarsi, comunicare. Si corre sempre più per cercare di arrivare. Dove non si sa. L’importante è non fermarsi.

In questa corsa contro il tempo facebook si pone come un luogo dove poter sostare. Una finestra attraverso la quale vedere ed essere visti. Così ci si può sentire meno soli in mezzo a tanti (soli). Si può dire la propria nascondendosi dietro il rassicurante schermo del pc, senza dover sostenere nessuno sguardo.

Su facebook è facile osare. Ma la vita non è facebook. E nessun uomo è un’isola. Per questo bisognerebbe ostacolare questo fenomeno di isolamento sociale che ci riguarda tutti e ricercare il piacere delle relazioni umane. Da una semplice stretta di mano a una chiacchierata tra amici. Lasciando che facebook rimanga uno strumento utile se usato con criterio: il giusto quantitativo di tempo, per ritrovare amici lontani, per la diffusione di notizie e lo scambio di opinioni. Un piacevole passatempo e non la principale attività quotidiana. L’eccezione e non la regola.

Margherita Di Donna

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