monaco di baviera

Vivete a Lamezia

Questo articolo è uscito sul mensile Il Lametino lo scorso 17 novembre 2012.

Vivo in una città dove il rispetto per la persona non è una prerogativa, ma una realtà. Vivo in una città dove per lavorare non chiedono i paternali, dove il lavoro nero è pari a zero, dove le ingiustizie sociali non sono solo punite, ma vengono percepite dai loro abitanti come segni di inettitudine, di ignoranza e, ancora una volta, di mancanza di rispetto nei propri confronti e in quelli degli altri. Ancora..vivo in una città dove il riciclaggio dei rifiuti è una cosa seria, dove le bottiglie di plastica non vengono buttate a terra, al contrario sono riportate al venditore e ripagate in percentuale minore all’acquisto del cliente, ma comunque ripagate, circa 25 centesimi a bottiglia, su un acquisto, magari, di 40 centesimi. Vivo in una città dove i giornali sono riposti in delle teche, per strada, in stile americano, con la differenza che per acquistarli, si deve prima prendere il giornale, e poi si devono inserire i soldi in una fessura all’interno. Per intenderci, chiunque potrebbe prenderli tutti senza lasciare un soldo, ma nessuno lo fa. Vivo in una città dove i treni, metro compresa, i bus e i tram non solo arrivano in tempo, secondo le tabelle orarie prestabilite, ma a volte anche in anticipo, e se ritardano di un minuto, le persone, giustamente iniziano a spazientirsi. Vivo in una città, tornando sul discorso del lavoro, dove una prova di una giornata viene anche pagata, ma soprattutto dove puoi anche fare una prova, senza che nemmeno ti chiedano il cognome, perché qui l’interesse non si basa sul “chi sei?” ma sul “cosa sai fare?”. Vivo in una città, ancora e per l’ennesima volta, dove la malavita ha poco terreno da coltivare e dove le scazzottate rasentano così tanto la consuetudine che perfino gli ubriachi appaiono come persone coscienti. Vivo in una città che offre possibilità non solo lavorative ma anche di studio e di espressione dell’arte. Vivo in una città dove nessuno si permette di salire su un mezzo di trasporto prima che tutti scendano alla fermata. Dove nello stesso mezzo di trasporto non ci sono sempre persone sorridenti, sì, ma neanche persone che sbuffano. Sempre e comunque, vivo in una città che, per concludere il discorso, offre così tante opportunità che basta avere un briciolo di cervello per utilizzarle al meglio. Vivo a Monaco di Baviera, in Germania, e ci vivrò per un altro mese, per fortuna. Sì, perché qui quando dormo non sento colpi di pistola o bombe che esplodono, quando passeggio non ci sono occhi indiscreti che ti fissano, magari solo per curiosità o per immaginare chi sei, o ancora per sapere se ti conoscono, in modo tale da poter venire a chiedere “come va?”. Quando vado in un negozio mi fanno sempre lo scontrino fiscale. Ah, mi ero così tanto abituato alla normalità che non ho ancora detto che le strade e i marciapiedi sono puliti. Le donne sono indipendenti, si stupiscono quando vuoi offrire e ribadiscono che pagano la loro parte. In più le persone vanno in bici, sulle piste ciclabili sparse per tutta la città, risparmiando soldi e abbassando l’inquinamento. Dovreste vedere quante famiglie con figli vanno in bici, passeggiano e sorridono. Ho visto madri e padri con passeggini attaccati alle bici, una madre correva sui pattini mentre portava un passeggino con i bambini dentro, e il marito l’affiancava correndo con le scarpe da ginnastica e la tuta. Tutta questa paradisiaca descrizione sembra quasi voglia mettere in risalto, per orgoglio, un racconto di un concittadino che ha scelto di andare più lontano, consapevole che in un altro posto, in un altro paese, avrebbe trovato la normalità che ogni persona merita. Sembra quasi che questo articolo descriva una realtà inesistente, una grossa balla detta così, tanto per dire. Invece è reale, è tutto vero. Non ho scritto tutto questo per dirvi che vivo a Monaco di Baviera. Ho scritto tutto questo per ricordarvi che voi vivete a Lamezia Terme.

Massimo Citino

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Baviera e Italia: Perché ho scelto Monaco?

La resa dei conti, quando sei costretto a tornare in quel paese dal quale scapperesti a gambe levate. L’analisi, perché l’obiettivo del gruppo è anche quello di smuovere un po’ di cultura, interesse e curiosità.

Innanzitutto, perché Baviera e non Germania?

Ci sono un sacco di motivi e di spiegazioni, ma consideratela un’analisi molto personale su una esperienza durata due mesi in un paese che, al momento, è economicamente al comando dell’Europa.

La Germania è una Repubblica Federale e come tale presenta suddivisioni statali, tra le quali troviamo la Baviera, “regione” del sud, più ricca rispetto al nord della Germania. Dunque mi sono ritrovato in una città quale Monaco di Baviera, consideratela come la capitale del sud, immaginate quasi un Italia al contrario (sud ricco, nord “povero”). Ma non basta. La società tedesca presenta così tanti aspetti differenti da quelli italiani che non basterebbero neanche due articoli per spiegarli affondo.

Monaco di Baviera è una città ricca ed efficiente, piena di opportunità di lavoro, in qualsiasi campo. Andate convinti, sperate in un po’ di fortuna e state sicuri che un lavoro ben retribuito non ve lo nega nessuno.

Passiamo ad un analisi più concreta, dopo un’ introduzione molto generica.

La nostra mentalità italiana, tipicamente bietta e ignorante, non potrebbe mai accettare positivamente una società tale, perché tende sempre a trovare lati negativi in ogni cosa, essendo usualmente abituata a vivere in un ambiente assolutamente negativo. Dalla perfetta precisione dei mezzi, che spaccano il minuto delle tabelle orarie al rispetto del codice civico, la pulizia della città e la quasi totale assenza di lavoro in nero, pane quotidiano del nostro paese, Monaco rimane, per ora, la più civile società che abbia mai incontrato. I tedeschi di fama sono precisi, corretti e per riassumere, quadrati. La cultura bavarese sprofonda nel famoso culto della birra con le diverse Bräuhaus che lo dimostrano a pieno. Immaginate, quindi, vere e proprie case della birra dove si servono, oltre a varie specialità bavaresi, le birre delle varie “casate” (Paulaner, Spatenbrau, Lowenbrau ecc). Ogni “marca” ha la propria “casa” con i vari tipi di birre. Questi sono i luoghi simbolici di questa cultura che è profondamente radicata nei tedeschi, o meglio, nei bavaresi. Dunque non solo Oktoberfest ma “tutto l’anno”, tutta la vita.

Paulaner Brauhaus

Un altro aspetto positivo della società Monacense, assolutamente da non sottovalutare, è il funzionamento dei mezzi che, escluso qualche ritardo, cade nella più marcata precisione: tram, bus, metro, s-bhan (metro sopraelevata che percorre distanze maggiori, anche agli estremi della città), tutti i mezzi funzionano, come degli orologi…svizzeri. Qui notai, addirittura, l’esasperazione dei Monacensi quando una metro o un bus tardava di uno o due minuti, pronti a guardare l’orologio e a sbuffare. Altro aspetto, questo, da non sottovalutare, perché per quanto esasperato sia, rappresenta il rispetto per se stessi e gli altri, la precisione è richiesta perché Monaco così funziona. Si pagano le tasse, si lavora, si hanno dei tempi e vanno rispettati, come una società civile dovrebbe fare, come noi italiani mai riusciremo, troppo irrispettosi e idioti.

Ancora, prima di distaccarci dalla città, c’è sicuramente da sottolineare la pulizia e la cura dei servizi pubblici, questo dalle strade ai musei, fino agli uffici come il temuto Kreisverwaltungsreferat , basta già il nome, dove si è tenuti a eseguire la registrazione di residenza nonché “Anmeldung” che, per mia esperienza, è stato abbastanza semplice, mentre per altri meno. Per me rimane questione di mentalità, ma non perdiamoci.

I tedeschi. (Uso un termine generico seppure mi riferisco ai Monacensi) Bé c’è da dire che come ogni viaggio, prima di partire, le solite bocche ti riempiono di preconcetti su usi e costumi, peccato che noi italiani sappiamo parlare bene, ma tra il dire e il fare…

I tedeschi non sono scorbutici, non sono freddi, non sono distaccati, non sono nessuno di questi aggettivi elencati, e qualunque persona professi una di queste cose, si sbaglia di grosso. Perché? Perché ogni popolo ha i propri usi e costumi e ridurci a catalogare in questa maniera un popolo, non significa facilitarci il compito di dare un impressione, ma ignorare una cultura che è fatta come è fatta. E’ come dire che gli italiani sono casinari, ignoranti, scorbutici e irrispettosi e romantici e mangia spaghetti. Ora a parte la personale condivisione di qualsiasi insulto riferito agli italiani ma, non prendiamoci per i fondelli, romantici? C’è da ridere. Scherzi a parte, è così. Tendiamo a giudicare una società per come noi siamo cresciuti, perché non riusciamo, non dico ad accettare ma…ad immedesimarci anche per un momento nella mentalità, tipico di noi italiani insomma, ignorare e trovare nero dov’è bianco.

Tedeschi palesemente tristi, musoni e freddi

Tedesche fredde e distaccate

Ebbene se noi abbiamo la cultura di sederci a tavola con tutta la famiglia, semplicemente i tedeschi non la hanno, e non perché siano freddi, ma perché semplicemente non la hanno.

Se noi abbiamo la cultura di fare casino in qualsiasi posto o luogo, urlare e gesticolare (perché in Italia se non gesticoli e non alzi la voce, nemmeno la persona che sta vicino a te capisce) e i tedeschi parlano composti e senza urlare, non vuol dire che siano troppo tranquilli, casomai sono civili.

Ancora, se le madri italiane ci tengono incatenati a casa per affetti e ci fanno “ingozzare” come dei maiali pronti per andare al macello (seppure approvo) e le madri tedesche lasciano i figli da soli, li fanno andare e tornare da scuola completamente da soli o non li fanno ingozzare come dei maiali, non è perché in Germania hanno mancanza d’affetto, è semplicemente così.

Gli aspetti sono veramente tanti, culturalmente, caratterialmente e quindi socialmente. Certo non fa piacere sapere che in Germania ogni bambino a seconda dei propri voti (per farla breve) viene già inquadrato per un possibile lavoro e totalmente escluso per altri. Bé, sicuramente meglio di andare allo sbando come in Italia. Certo non è tutto oro quel che luccica.

Una cosa molto importante, osservata qui a Monaco, è la presenza di omosessuali, ma più specificatamente lesbiche. Sì, sembra assurdo scriverlo, ma è importante. La società tedesca è velatamente maschilista, eppure non se ne parla. Il culto della nazione, l’orgoglio, la birra stessa, e tanti altri aspetti, sono perlopiù maschilisti seppure, come scritto, velati. Da ciò può essere logico pensare che una donna si senta messa in soggezione da queste cose, crescendo quindi con dei concetti più maschili che femminili.

Per continuare questo post, che da confronto si trasforma in analisi e poi in pareri, possiamo certo mettere in risalto la mentalità giovanile. I giovani sono molto frivoli, abituati alla ricchezza e all’apparire, quindi abbastanza superficiali (tanto per far di tutta l’erba un fascio). Ovviamente la droga (alcool stesso) è accessibile a tutti, quindi anche qui non manca chi fa uso e abuso in età giovane. C’è da sottolineare l’ingenuità degli uomini.  Le donne sono più emancipate non tanto perché di carattere duro, ma perché razionalizzando ci si accorge che gli uomini sono molto distaccati e ignorano quasi le attenzioni che , solitamente, una donna vorrebbe. Di conseguenza, qui, le donne sono molto più portate nel prendere l’iniziativa e nel proporsi in maniera totalmente esplicita, senza preoccupazioni “sessuali” e cose che potremmo pensare solo in Italia, della serie “ah cazzo questa vuole parlare, ci sta sicuro”. No, qui le donne ti fanno capire da subito che intenzioni hanno, e non si fanno problemi nel farlo, in questo sono molto più simili agli uomini che noi conosciamo (tanto per ricollegarci al discorso del maschilismo). Un piccolo aneddoto può essere il fatto che più di una volta sono stato costretto a sforzarmi nel pagare una birra in più perché, anche su questo aspetto, le donne sono totalmente indipendenti e vogliono esserlo. E sì, anche se ti offrono qualcosa loro, non succede niente, non sei un morto di fame o un accattone, sei una persona alla pari con loro. Questo per intenderci a livello pratico, seppure pare un esempio banale, è qualcosa che può farvi capire come funziona questa mentalità, come sia abituata e come vive la socialità.

Purtroppo non posso dare nozioni concrete sul lavoro, in quanto ho avuto esperienze con persone “Non tedesche” quindi abituate ad utilizzare il nero, cosa che non esiste per un tedesco in quanto, funzionando e pretendendo che funzioni lo Stato, paga le tasse come tutti, e come tutti dovrebbero fare in Italia, che significa totale utopia. Certo ci sono delle leggi specifiche e gli stipendi sono molto alti, le ore di lavoro minori rispetto all’Italia. Tutto cambia dal tipo di lavoro, dall’azienda (locale, multinazionale) e così via. Ma normalmente si lavora otto ore al giorno, i fortunati dal lunedì al venerdì.

Interessante approfondimento meriterebbero le Backerei nonché “Panetterie” dove possiamo trovare dolci e Pretzel e tantissimi tipi di pane. Anche questi sono un’istituzione, come i nostri panettieri, i piccoli alimentari, ma funzionali, con tavoli per sedersi, vari tipi di dolci e di salati, per essere più precisi sono a metà tra panetterie e bar. Ma queste sarebbero cose da provare sul posto, e in caso non esitate.

Fatti curiosi riguardanti Monaco, tanto per spezzare il discorso che può divenire prolisso e poco univoco. Stragrande presenza di piste ciclabili e altrettanto utilizzo delle bici: non è raro vedere a Monaco genitori (mamme e padri) che portano in giro i bambini in dei passeggini attaccati alla bici, come non è raro vedere una madre sui rollerblade che trasporta il proprio figlio in questo passeggino, o anche bizzarri genitori che usano differenti “traini” della bici che non sarebbero descrivibili, e infine famiglie intere che utilizzano la bici nei vari parchi.

Altra curiosità, che mai potrete immaginare se non vedendola, e tipica solo di Monaco e della Baviera, è che i giornali sono posti in delle teche in mezzo alla strada (all’americana) che usualmente si aprono quando infili le dovute monete. No. Qui chiunque potrebbe aprire le teche e rubare tutti i giornali, ma nessuno lo fa. In sostanza qui apri la teca, prendi il giornale e inserisci i soldi nella fessura. Immaginate una cosa del genere in Italia. Direi impossibile. Eppure grande segno di civiltà e di sicurezza. Come la vecchietta che mi disse “Roth, roth” (rosso) mentre attraversavo la strada totalmente deserta con il rosso del semaforo per i pedoni. Essere corretti, quindi, non significa essere pignoli, significa essere corretti, ma noi figli del disordine non possiamo effettivamente concepirlo, educati a trasgredire le regole per un motivo non ben precisato, dovuto forse al nostro crescere in una società fatta di ignoranza e mancanza di rispetto, verso se stessi e verso gli altri.

Un parere, questo, sicuramente non approfondito, sicuramente dovuto a due mesi e non a due anni, nel quale ho passato aspetti negativi anche io. Come non aver ricevuto la metà della paga dovuta a fine lavoro (seppure non lavoravo con tedeschi) maledetti bastardi, insomma. Esperienze negative o positive, la Germania offre questo. Tranquillità, in primis, e sicurezza. Non ho ancora visto, ad esempio, porte con quattro mandate, caso mai porte di casa che chiunque potrebbe sfondare con una spallata, anzi, una notte lasciai la porta aperta per errore, eppure sono ancora qui. La sicurezza è una cosa che a Monaco non manca, seppure è a volte eccessiva.

Dunque ognuno tiri le somme, come io le ho tirate secondo le mie esperienze.

Perché ho scelto Monaco? La risposta non c’è. Avrei potuto scegliere Londra, che è una città che odio, avrei potuto scegliere Berlino, che non se la passa bene. Ancora una qualsiasi altra città europea o della “tedeschia”, so solo che ho fatto un esperienza concreta che consiglierei a chiunque.

Questo non è certo il paese dei balocchi, lo dico con consapevolezza, ma non è di certo quel bel paese, che personalmente amo, nel quale dovrò ritornare, l’Italia, che ha un popolo eclettico, esuberante, diverso da regione a regione, come la Germania, con i suoi dialetti, come la Germania, con la sua cultura, come la Germania. Un paese, l’Italia, che mi affascina più della Germania, ricco di cultura, ricco di paesaggi straordinari e con un clima che tutti ci invidiano, il cibo che tutti ci invidiano, e il modo di vivere che tutti ci invidiano (quando vengono in vacanza).

Un articolo un po’ scarno, questo, senza una giusta continuità. Un articolo povero di visioni concrete, perlopiù sensazioni ed esperienze, che fa quasi fatica ad esprimersi.

Già, esattamente come gli italiani.

Massimo Citino