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Contraddizioni: Manager VS Papa

Il 13 Marzo 2013 veniva eletto Papa il cardinale Jorge Maria Bergoglio, il quale avrebbe poi scelto Francesco come nome pontificale.
La cosiddetta RIVOLUZIONE che sta mettendo in atto suscita gratitudine e ammirazione tra i fedeli, ma non pochi malumori tra gli appartenenti al “ceto ecclesiastico”… C’è da biasimarli?

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Poniamo che un manager di un’impresa che conta tremila dipendenti, passi il testimone al proprio figlio, il quale decide di rivoluzionare lo stile di direzione dell’azienda. Abbiamo,dunque,un “ex capo” che definiremo A, e un nuovo ambizioso dirigente che chiameremo B. Supponiamo ora di raccogliere le testimonianze di alcuni dipendenti, i quali dichiarano quanto segue:
con A al vertice:

  • si lavorava cinque giorni su sette, sei ore al giorno
  • ritardi e permessi erano ampiamente concessi
  • la durata delle pause era a discrezione dei dipendenti
  • il capo era una persona pacata, gioviale e generosa.

Ecco,ora,la situazione B al comando:

  • si lavora sei giorni su sette, otto ore al giorno
  • non sono ammessi ritardi e per i permessi deve sussistere una valida giustificazione
  • ogni pausa può durare al massimo 10 minuti,per un totale di 30 minuti al giorno
  • il capo è severo,autoritario, esigente.

Inutile cercare di raccontare il malcontento tra i lavoratori, specie di quelli che hanno visto fondare l’azienda e che per quarant’anni anni hanno prestato il proprio lavoro sotto condizioni di gran lunga più generose di quelle che dovranno sopportare d’ora in avanti.
In questo caso, voi da che parte stareste?

Prendiamo ora il caso di una famiglia, in cui i genitori siano divorziati e il padre abbia una nuova compagna; i figli, nati dall’unione ormai sciolta, sono stati affidati al padre, il quale vive con la futura moglie nell’ex casa coniugale ( caso raro, ma verificabile). La prima moglie, che chiameremo M1, critica l’educazione che la nuova compagna dell’ex marito, M2, impartisce ai suoi figli.
Infatti,con M1, i ragazzi dovevano ottenere una certa media a scuola se volevano dedicarsi alle loro passioni,mentre M2 li lascia liberi di esprimersi nel campo e nei modi che meglio credono, perché, dice,”la scuola non è tutto”; se con M1 gli stessi ragazzi dovevano rientrare a casa alle 11 il sabato sera,M2 non ha imposto alcun tipo di coprifuoco.
Molti, a questo punto,penseranno che M2 voglia semplicemente accaparrarsi le simpatie dei figli del compagno e spodestare l’ex moglie, e solo in pochi si schiereranno dalla sua parte, non obiettando alle sue “INNOVATIVE POLITICHE EDUCAZIONALI”.

Ma arriviamo ora al caso che più ci interessa.
Se un qualsiasi Papa dimissionario, che definiremo Pex,viene sostituito da Pnew, la cosa come può non creare confusione e disordine se il nuovo arrivato sconvolge un sistema rimasto in piedi per innumerevoli secoli e che ora si ritrova a tremare?

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Ma perché, nel caso dell’impresa ci saremmo schierati, a torto o a ragione, dalla parte dei dipendenti, mentre ora l’Italia intera sembra prediligere le maniere di B alias Pnew ?
Perché nel secondo caso (ex moglie-nuova compagna) definiremmo poco appropriate le vedute di M2 e appoggeremmo le regole restrittive di M1, mentre ora fiancheggiamo l’apertura che il Pontefice ha verso “NUOVE CATEGORIE DI FEDELI”, ignorando le norme e la prassi finora utilizzate??
Immagino che la motivazione sia che “tutto è relativo”, e in questo caso sia ringraziato Einstein per la sua brillante intuizione.
Ma se fosse semplicemente questione di egoismo? Cioè ritengo giusto ciò che mi fa più comodo-in una logica ben poco oggettiva- e non m’ importa se qualche altro ci rimette?
Davvero se qualcuno entrasse in casa vostra e vi spogliasse d tutti gli oggetti di valore che possedete non battereste ciglio?
Francamente ne dubito. E allora perché preti, vescovi e cardinali dovrebbero rimanere impassibili?
Sia chiaro, con questo nessuno vuole mischiare sacro e profano,ma solo tendere la mano ad un’obiettività che nel nostro Paese fa acqua da tutti i fronti, senza fingere moralismi inutili e dannosi,perché la fede, permettetemelo, non ne ha bisogno.

Giusy Marasco

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